Podcast n.2: le mille disavventure di un utente che vuole compilare un form

 

Quali sono le caratteristiche di un form ideale, facile da compilare?

  1. Pochi campi, quelli necessari per il download, la registrazione, ecc…ecc…perché chiedere anche il codice fiscale a noi poveri utenti quando quello che ti serve è solo una semplice email?
  2. Il campo password deve specificare il numero di caratteri, se la password deve essere alfanumerica, se occorre un segno di punteggiatura;
  3. La normativa della privacy deve essere sotto forma di link con il rettangolino da flaggare per dare il proprio consenso, non me lo voglio leggere tutto il pippone;
  4. Perché non creare un pulsante con una bella call to action invitante e non l’anonima, sterile, inguardabile scritta “registrati”?

Buon Ascolto!

Podcast n.1: il mestiere del blogger oltre i luoghi comuni

In questo podcast ti racconterò del mestiere del blogger oltre i luoghi comuni.

Buon Ascolto!

Podcast N.0: Cosa sono gli Stati Vuoti e come possono essere migliorati con lo UX Writing

Benvenuto nel podcast n.0. Oggi ti parlo di:

  • cosa sono gli stati vuoti esempi: applicazione, carrello vuoto, ricerca online effettuata su e-commerce
  • esempio di stato vuoto e good ux writing: Canva
  • lo stato vuoto del carrello come migliora con lo ux writing
  • come trasformare un risultato di ricerca con esito negativo in un’opportunità per i tuoi utenti

 

Buon ascolto!

 

 

 

 

Come sfruttare al meglio gli stati vuoti

 

Gli stati vuoti appaiono all’utente quando utilizza per la prima volta un’applicazione, quando visualizza il carrello vuoto di un sito e-commerce, quando effettua una ricerca su di un sito e la ricerca non produce nessun risultato. Ognuna di queste azioni conduce l’utente ad una pagina o una schermata vuota, che normalmente mostra un’anonima notifica del tipo 

“La tua ricerca non ha prodotto nessun risultato”

Si possono sfruttare diversamente gli stati vuoti? Certo che sì!  Anzi essi devono essere utilizzati per per mostrare all’utente le potenzialità dell’applicazione o del sito web, di un e-commerce.

Prendiamo ad esempio un’app che viene utilizzata per creare contatti professionali. Dopo la registrazione l’utente approda su una schermata vuota, perché non ha ancora inviato alcuna richiesta di collegamento. Se al posto della schermata ci fosse una schermata-esempio che gli dimostrasse come diventerebbe il suo profilo se avesse 600 contatti, l’utente sarebbe maggiormente invogliato ad utilizzare l’app per arrivare a creare una lista di collegamenti simile a quella mostrata di default.

 

Come migliorare lo stato vuoto di un app

Iniziamo ad affrontare l’argomento degli stati vuoti partendo da quelli che appaiono all’utente dopo la registrazione ad un’app. In che modo si può migliorare lo stato vuoto di un’app?

 

  • Utilizza un linguaggio persuasivo

 

Fai leva sulla curiosità dell’utente e sul fattore engagement. Se si è registrato alla tua app è perché vuole utilizzarla, nello stato vuoto, anticipagli cosa accadrà una volta che lui inizierà ad utilizzarla, e invoglialo a continuare.

Per farti capire cos’è uno stato vuoto ti porto come esempio quello di Canva. Una volta registratosi l’utente approda su questa pagina:

Canva opta per un linguaggio persuasivo e un invito  all’azione, ovvero la CTA del pulsante “Crea un progetto”

Immaginate se Canva al posto della pagina dell’immagine precedente, avesse mostrato all’utente una schermata bianca con una semplice scritta: “Non hai ancora creato nessun progetto”; essa non sarebbe stata per niente incoraggiante nei confronti dell’utente che avrebbe solo preso coscienza di non aver incominciato a creare un progetto.

 

  • Dai istruzioni su cosa deve fare l’utente per riempire lo stato vuoto

 

In questa immagine l’utente non è lasciato davanti ad una pagina vuota con mille punti interrogativi su come procedere. Al contrario egli può visionare una piccola guida su come l’applicazione aiuta ad organizzare i file.

Come migliorare lo stato vuoto di un carrello

L’utilizzo corretto degli stati vuoti si fa ancora più necessario quando ci troviamo davanti ad un carrello vuoto. In che modo un carrello vuoto può fungere da sprone per l’utente ad acquistare?

Vediamo nel dettaglio cosa si può fare per migliorare lo stato vuoto di un carrello:

 

  • Specifica che il carrello è vuoto, che non ci sono oggetti al suo interno.

 

 

 

  • Inizia un dialogo persuasivo con il tuo utente, incuriosendolo ed invogliandolo all’acquisto.

 

 

  • Indirizza l’utente alla pagina delle offerte, mostragli i nuovi prodotti o quelli più popolari

 

Cliccando sul pulsante “Scopri le novità”, l’utente viene indirizzato al catalogo dei nuovi prodotti.

  • Fai leva sulla riprova sociale, o  recensioni interessanti da parte degli altri compratori

Stato vuoto nel risultato di ricerca

Per concludere l’argomento dedicato agli stati vuoti parliamo del caso in cui la nostra ricerca all’interno di un sito o di un e-commerce non produce alcun risultato.

Come anticipato in precedenza quando effettuiamo una ricerca che ha un esito negativo ci troviamo davanti ad uno stato vuoto con questa tipologia di notifiche:

 

“Nessun articolo corrispondente alla tua ricerca”. 

Questo tipo di notifica induce l’utente ad abbandonare l’azione o addirittura il sito. 

Come possiamo trasformare questo stato vuoto per recuperare l’utente, spronandolo a continuare con l’azione?

 

  • Controllo della ortografia

 

Suggeriamo all’utente di controllare se ha scritto la parola nel modo corretto. 

 

  • Utilizzo del linguaggio informale e colloquiale

 

Utilizziamo un linguaggio informale e colloquiale che crei empatia con il nostro utente. Una notifica anonima può far desistere l’utente dall’azione. Al contrario un sincero rammarico per il risultato negativo della ricerca o una risposta più simpatica, può spronare l’utente a continuare:

“Oops qualcosa è andato storto. Riprova sarai più fortunato.”

“Ci spiace non poterti accontentare. Sembra che il tuo articolo non sia presente nel nostro catalogo. Sicuro di aver scritto la parola nel modo giusto? A volte la fretta gioca brutti scherzi” 

Conclusione

La gestione degli stati vuoti migliora l’esperienza dell’utente drasticamente. Non lo lascia mai in balia di sé stesso, lo istruisce quando ce n’è bisogno, lo incita e lo invoglia all’azione. 

 

Ux Writing: intenzionale, conciso, chiaro, colloquiale

Le caratteristiche principali che contraddistinguono lo UX writing sono:

  • Assolve sempre a uno scopo ben preciso
  • È conciso
  • È chiaro
  • Utilizza il linguaggio per conversare con l’utente.

Lo scopo principale dello UX Writing è quello di istruire l’utente su come portare a termine una determinata azione, senza alcuno sforzo. Lo ux writing adempie questo compito attraverso testi brevi, chiari che, utilizzando un linguaggio il più vicino possibile a quello dell’utente, avviano una vera e propria conversazione con quest’ultimo.

1.Non lasciare nessuna azione al caso

Il presupposto principale dello UX Writing è quello di non sottovalutare le difficoltà che si nascondono dietro l’azione che vuoi far compiere ai tuoi utenti. Non solo la difficoltà, ma anche l’ambiguità, ovvero i dubbi che quell’azione, malgrado le tue migliori intenzioni, può suscitare.

L’esempio che ti propongo per chiarirti questo concetto, riguarda la compilazione del form per l’iscrizione ad Amazon.

Come vedi il form di Amazon indica con la label “Password il campo dove l’utente deve inserire la password, mentre con il testo, “Almeno 6 caratteri”, inserito all’interno del campo stesso, chiarisce all’utente il numero minimo di caratteri da cui deve essere composta la password.

In questo modo Amazon non ha sottovalutato la difficoltà per l’utente di inserire la password della lunghezza sufficiente richiesta.

2. Rispetta i tempi dei tuoi utenti

I tuoi lettori non hanno molto tempo da perdere con frasi articolate. Ecco perché la sintesi è fondamentale: utilizzare un singolo termine o brevi porzioni di testo per istruire i tuoi utenti su quali azioni devono compiere per procedere, può migliorare definitivamente la loro esperienza.

Riprendiamo l’esempio di Amazon:

Per rendere chiara all’utente da quanti caratteri deve essere composta la password, il form ha utilizzato il seguente testo “Almeno 6 caratteri”, attraverso il quale gli invia un messaggio diretto ed immediato.

3. La chiarezza prima di tutto

L’utente oltre ad avere fretta, ha sempre mille dubbi su come procedere, soprattutto se sta acquistando un prodotto online. Un testo chiaro elimina le sue incertezze facendogli compiere l’azione desiderata nel modo più facile possibile.

Analizziamo il form Amazon per l’acquisto di un prodotto, la parte relativa alle istruzioni per la consegna:

La prima frase, “Aggiungi le istruzioni per la consegna (facoltativo)” è abbastanza chiara, ma la domanda che segue, “Abbiamo bisogno di istruzioni aggiuntive per trovare questo indirizzo?“toglie ulteriori dubbi all’utente, tenendo conto di quanto sia difficile farsi recapitare un pacco se si abita in una strada secondaria o in un palazzo senza portiere. Infine, con la terza frase, “Fornisci dettagli come la descrizione dell’edificio…” Amazon chiarisce all’utente il tipo di informazione che deve inserire in quel campo, eliminando, in questo modo, qualsiasi tipo di incertezza.

4.Usa il linguaggio per conversare con il lettore

La chiarezza è fondamentale ma è importante in egual modo avviare una conversazione con il tuo lettore e per fare questo occorre utilizzare un linguaggio vicino al suo modo di parlare. E’ buona prassi quindi leggere ad alta voce il testo realizzato immaginando di parlare con una persona. Se funziona e non si notano delle stonature, il testo è quello giusto.

Conclusioni

Con lo ux writing un singolo termine o porzioni di testo possono migliorare drasticamente la user experience dei tuoi utenti. Esso tiene conto delle possibili incertezze e difficoltà dell’utente nel compiere un’azione e lo istruisce su come procedere, eliminando i possibili ostacoli.

I 5 passi per migliorare la tua Newsletter con il Microcopy

Il Microcopy è un tuo grande alleato quando si tratta di invogliare i tuoi utenti ad iscriversi alla tua Newsletter.

La Newsletter è uno degli strumenti più utili alla base di qualsiasi strategia di business in quanto genera leads qualificati, consente di fare lead nurturing e di vendere. Per queste ragioni vorresti che la tua newsletter decollasse, ma per qualche assurdo motivo questo non succede. Spingere i tuoi utenti all’azione, alla compilazione del form per iscriversi alla tua Newsletter è diventata una vera e propria impresa. Prima di precipitare nella disperazione più totale è il caso di ragionare su alcuni elementi che caratterizzano la tua newsletter e vedere come possono essere implementati grazie al microcopy.

1. Focalizzati sull’invito all’iscrizione

Il primo elemento su cui riflettere è l’invito che rivolgi ai tuoi utenti per invogliarli ad iscriversi.

Se il tuo si riduce ad un semplice “Registrati alla Newsletter”, allora c’è molto da lavorare. In primo luogo questa frase se non è preceduta da qualcosa di persuasivo non può essere di certo considerata una call to action.

È alquanto anonima e non comunica niente. È facile che l’utente che la legge non sia per niente ispirato a procedere.

Quindi prima di accettare un semplice “registrati alla Newsletter” fermati a riflettere e mettiti nei panni dell’utente. Perché mai dovrebbe iscriversi alla tua Newsletter? Cosa gli offri in cambio di così prezioso da valere lo sforzo di compilare il tuo form e lasciarti i suoi dati personali?

Il ragionamento è lo stesso che abbiamo fatto per il form della registrazione al tuo sito nell’articolo precedente.

2. Individua i vantaggi

Quali vantaggi può trarre il tuo utente iscrivendosi alla tua Newsletter? Non dare per scontato che lui lo capisca. Il primo tra tutti, mi dirai, è di sicuro quello di avere anticipazioni su nuovi prodotti o aggiornamenti.

Il che è più che giusto, ma bisogna fare attenzione a come si caratterizza l’invito. Fare leva solo sugli update come vantaggio potrebbe essere poco convincente.

In primo luogo perché il vantaggio di essere aggiornati è alquanto relativo; se il tuo utente visita spesso il tuo sito puó rendersi conto delle novità anche senza Newsletter.

Dunque fare leva solo su questo vantaggio potrebbe non essere sufficiente.

È importante che tu chiarisca fin da subito quali sono le tematiche della tua Newsletter. In questo modo susciti l’interesse del tuo utente su argomenti specifici. Se sei un parrucchiere ad esempio puoi comunicare con i tuoi lettori precisando che all’interno della tua newsletter parlerai dei seguenti topic:

  • News in anteprima sui nuovi prodotti naturali per la tua cute e per i tuoi capelli
  • Consigli utili per prenderti cura dei tuoi capelli
  • Aggiornamenti sulle nuove tendenze per avere sempre un look perfetto

Questi sono i vantaggi che vanno comunicati all’utente. Essi cambiano drasticamente la percezione dell’utilità dell’iscrizione alla Newsletter.

3. Resta in tema
Il titolo della newsletter deve avere il focus su quello che è il tuo business. La tua newsletter è specifica in quanto contiene determinati argomenti, parla dei tuoi prodotti, dei tuoi servizi. Perché non comunicarli nel tuo invito all’iscrizione?

Ritornando all’esempio del parrucchiere un titolo per la newsletter potrebbe essere:

I consigli migliori per avere una chioma splendente.

 

Un ottimo esempio è la nwsletter di Ted Talks:

4. Specifica la frequenza di invio

La frequenza di invio è un altro elemento che va specificato all’utente in modo che sappia ogni quanto riceverà la tua newsletter.

The New Yorker 

5. Punta sulla riprova sociale

Infine non sottovalutare l’importanza della riprova sociale. Un esempio vincente è la newsletter di NinjaMarkrting

Conclusioni

Con il microcopy puoi sostituire frasi anonime come “registrati alla newsletter con frasi che comunicano il focus della tua azienda, riescono a coinvolgere l’utente e lo invogliano ad iscriversi alla tua newsletter.

Perché è importante comunicare agli utenti i vantaggi del tuo form

Comunicare ai tuoi utenti quali vantaggi potrebbero trarre dalla compilazione del tuo form per registrarsi al tuo sito, per scaricare un ebook, per registrarsi alla tua newsletter, è fondamentale in quanto chiarisci fin da subito l’utilità di quell’azione.

In giro ci sono tanti form anonimi posizionati in pagine ancora più anonime che non invogliano nemmeno ad essere guardati, figuriamoci ad essere compilati. Una miriade di campi da compilare, senza uno straccio di spiegazione, di istruzione. Come potrebbe mai un utente che approda su questi form essere invogliato a compilarli?

Te lo sei mai chiesto? Se hai deciso di inserire un form sul tuo sito è perché hai bisogno di creare leads qualificati. Ma nonostante i tuoi buoni propositi questo canale sembra del tutto ignorato. In un articolo di qualche tempo fa ho già spiegato che lo sforzo di compilare un form deve essere ricompensato con qualcosa per cui ne sia valsa la pena.

Tu sei consapevole che l’utente non si pentirà della tua offerta, ma l’utente tutto questo non lo sa.

Ecco perché è importante per te comunicarglielo. Gli devi far capire tutto quello che si sta perdendo a non compilare il tuo form. Devi comunicargli i vantaggi di cui potrà usufruire se decide di registrarsi.

Per quanto assurdo possa sembrarti questo passaggio è fondamentale. Occorre che tu ti metta nei panni del tuo utente. Se la sua urgenza a contattarti è forte allora molto probabilmente sarà indotto a compilare il tuo form anche se esso è anonimo. Prendiamo ad esempio il caso in cui egli debba reclamare un disservizio. La necessità di risolvere il suo problema sarà tale che utilizzerà anche il form più complicato pur di ottenere un riscontro da parte tua. Altra cosa invece se devi essere tu a spingere l’utente alla compilazione del form. In questo caso devi essere sufficientemente persuasivo da invogliato a compiere un’azione per la quale non ha nessuna urgenza.

Mettiamo il caso, ad esempio, si tratti di un form per la registrazione al sito. In quel caso dovrai spingerlo tu ad un’azione il cui adempimento in molti casi è soggettivo.

Gli elementi decisivi del tuo form sono principalmente due:

1. Titolo

2. Vantaggi

Titolo

Perché il titolo è così fondamentale per indurre l’utente a compilare il tuo form?

Il titolo chiarisce immediatamente cosa deve fare l’utente. Vediamo gli esempi di tre big del web: Facebook, Paypal e WordPress:

“Crea un nuovo account. E’ veloce e semplice”,

“Apri un conto Paypal”

“Inizia ora. Primo, crea il tuo account con WordPress.com”

La comunicazione è chiara e diretta e aiuta l’utente a capire cosa deve fare.

Vantaggi

Come abbiamo detto precedentemente quando comunichi i vantaggi stai dicendo all’utente perché vale la pena compilare il tuo form.

Proviamo a vedere alcuni esempi di vantaggi:

  1. Inserisci i tuoi dati una volta sola
  2. Ricevi gli aggiornamenti in tempo reale.
  3. Il Customer service a tua disposizione h24.

Prima del form inserisci un elenco o una frase in cui mostri i vantaggi che l’utente avrà in cambio dell’utilizzo del form.

La comunicazione in questo caso deve essere semplice, chiara e diretta. Cerca di evitare frasi troppo complesse, o umoristiche. Ogni tipo di ambiguità deve essere eleminata. Nell’immagine che segue puoi renderti conto facilmente di quale tipo di comunicazione sia più andata.

Il form può essere un canale prezioso, bisogna però saperlo presentare ai tuoi utenti affinché ne riconoscano il valore e siano invogliati ad utilizzarlo.