Come migliorare il tuo web form in 5 passi

Lo ux design e lo ux writing possono migliorare l’usabilità del tuo web form, renderlo accessibile, comprensibile, di facile utilizzo. Vediamo un po’ come.

Hai deciso di inserire il tuo web form come canale di contatto per il tuo customer service, per ricevere informazioni, inviare un reclamo, scaricare il tuo ebook.

Hai dedicato una pagina ai contatti del tuo customer service e all’interno, accanto ai canali che avevi precedentemente, email, telefono e live chat, hai integrato anche il tuo web form.

La scelta del web form è stata dettata dalla necessità di avere maggiori dati e informazioni sulle persone che ci contattano perché grazie ad essi vuoi aumentare le conversioni.

Il proposito è più che giusto però affinché esso venga soddisfatto dobbiamo rendere il canale appetibile agli utenti che visitano il tuo sito, in altre parole deve essere realizzato in modo tale da invogliarli ad utilizzarlo e non ad ignorarlo, preferendo altri tuoi canali,  o peggio ancora quelli dei tuoi competitors.

In che modo puoi invogliare i tuoi utenti ad utilizzare il tuo web form? Adesso analizziamo gli elementi che rendono usabile un web form.

  1. Usa un linguaggio chiaro, conciso, utile

Un esempio sono i campi obbligatori. Indicare i campi obbligatori solo contrassegnandoli con un asterisco non è un messaggio chiaro per molti utenti.  Inserire in calce la dicitura “ *obbligatorio” oppure “ i campi contrassegnati dal simbolo * sono obbligatori”, può essere fondamentale per la corretta compilazione del form per ben due motivi: toglie ogni ambiguità al form rendendo chiaro il messaggio e agevola l’utilizzo del canale da parte dell’utente in quanto a colpo d’occhio individua subito i campi da compilare e non si lascia scoraggiare dal numero complessivo dei campi, inclusi quelli facoltativi, che esso contiene.

Un altro elemento che non bisogna sottovalutare è il campo in cui l’utente deve scrivere il messaggio. Esso può essere indicato con la semplice label “Messaggio” e all’interno del campo puoi scrivere una frase che inviti all’azione del tipo: “Scrivi qui il tuo messaggio. Ti ascoltiamo…” Oppure puoi inserire una frase di esempio per far capire all’utente come utilizzare il campo: “Quando sarà di nuovo disponibile quella maglia nella misura ? 

 

Tralasciare questi elementi o sottovalutarli può penalizzare notevolmente l’utilizzo di questo canale, che a differenza di un’email o di una live chat è meno immediato e richiede un’attenzione maggiore da parte dell’utente.

2. Elimina tutto ciò che non serve

Less is more è il concetto chiave quando si parla di migliorare la user experience. Non mettere barriere tra l’utente e l’azione che tu vuoi che compia, ovvero compilare il form e cliccare sul pulsante per inviarlo.

Ci sono degli elementi che fanno parte di un web form che possono essere migliorati affinché l’utente non li percepisca come barriere, come un ostacoli da saltare per continuare il suo percorso.

Lo ux design ti aiuta in questo: analizza tutti quegli elementi che possono essere eliminati, oppure semplificati, rendendo il tuo web form più facile da utilizzare.

Il primo esempio: elimina i campi facoltativi. Se ci sono troppi campi facoltativi eliminali. Oppure crea una gerarchia, mettendo all’inizio quelli obbligatori e poi quelli facoltativi. Ricorda che meno campi ci sono da compilare, più facile è il percorso dell’utente e quindi hai più probabilità che riesca a concludere l’azione.

Un altro esempio è il testo dell’informativa sulla privacy o quello per dare il consenso a ricevere offerte di marketing o la newsletter. Il modo giusto per inserirlo è quello tramite link con casella affianco da flaggare. In questo modo lo spazio tra l’ultimo campo da compilare e il tasto invia si riduce notevolmente, agevolando l’utente.

La lunghezza del form è fondamentale. Avere troppi campi inutili che costringono l’utente a scrollare la pagina per trovare il tasto invia può essere penalizzante.


3. Il layout è fondamentale

La semplicità vince sempre, a patto che sia in linea con il layout del resto del sito. Il layout del form deve integrarsi perfettamente con la pagina che lo ospita. Quindi deve rispecchiare anche attraverso gli stessi colori aziendali la comunicazione che dai sul resto del sito. Particolare attenzione va posta al pulsante per inviare il form. Anche qui gli elementi fondamentali sono design e testo. Il colore deve farlo risaltare e rendere visibile, il testo deve essere una CTA chiara e precisa.

4. Fai in modo che ne valga la pena

Prima di integrare un web form sul tuo sito valuta il rapporto sforzo/ricompensa da parte dell’utente. In sintesi l’utente sarà invogliato a compilare il form con i suoi dati personali se reputa che ciò che avrà in cambio ne valga la pena. Ad esempio un utente sarà molto più invogliato a compilare un form per accedere a un tuo corso gratuito o alla demo di un tuo prodotto rispetto alla semplice richiesta di informazioni. Per quest’ultime egli ricorrerà al form solo quando si tratterà di informazioni davvero particolari che non è stato in grado di reperire da nessun’altra parte.


5. Valuta quali e quanti campi inserire

Il web form va inserito in determinati contesti in cui acquista un grande valore e facilita le conversioni, quali ad esempio il download di una ebook gratuito, di una  corso, di una demo, l’acquisto di un prodotto. 

Quali e quanti campi  sono fondamentali per il tuo web form lo stabilisci in base allo stadio del funnel in cui si trova il tuo utente. In una fase iniziale, quella della conoscenza i campi utili possono essere, nome, cognome ed email. 

Più avanti si trova nel funnel e maggiori informazioni puoi chiedergli perché il suo coinvolgimento sarà tale che lo renderà disposto a concedere maggiori informazioni su se stesso.

Conclusioni

Un web form può essere un ottimo strumento per raccogliere dati preziosi sui tuoi utenti, convertirli in lead qualificati. Per raggiungere quest’obiettivo deve essere chiaro, semplice, usabile.

Scopri come lo ux writing migliora il tuo chatbot

Lo ux writing ti consente di incrementare e migliorare l’interazione tra i tuoi visitatori e il chatbot, uno dei canali più importanti per il tuo digital customer service.

L’avvento del chatbot ha migliorato notevolmente l’assistenza ai clienti sui canali digital. Esso determina un’esperienza utente soddisfacente e agevola il team di customer service, il quale viene coinvolto solo nei casi in cui c’è bisogno di un contatto umano per la risoluzione di un problema. Quindi riesce a soddisfare due obiettivi principali, migliorare la customer experience e ridurre i costi di gestione delle richieste in entrata.

Peccato però che nonostante la buona volontà delle aziende ad adottare strumenti innovativi come il chatbot, esso poi non dia i risultati sperati.

Molte aziende si lamentano che nonostante abbiano messo su un’impalcatura digital non indifferente, le persone continuano a preferire i canali tradizionali. Nonostante abbiano integrato il chatbot su ogni pagina del sito, esso non abbia sortito nessun risultato in termini di interazione.

E’ come se le persone di proposito tendessero ad ignorarlo. Eppure il chatbot diligentemente si apre ogni qualvolta c’è un visitatore sul sito e non aspetta altro che essere contattato. Ma niente accade. Il bot viene chiuso dall’utente alla stessa velocità con cui si apre.

Se chiedete ai responsabili di settore la risposta più ovvia, quella per così dire “pret a porter” che hanno sempre a disposizione è la seguente: “La nostra tipologia di utenza non è avvezza ad utilizzare i canali digital. Sono rimasti al caro vecchio telefono, preferiscono il contatto umano.” 

Quindi la risposta al fallimento dell’introduzione di un canale digital quale il chatbot non è dell’azienda ma dei clienti.  Ma davvero? Dopo anni in cui si discute di filosofia customer centric, l’unica risposta che sappiamo dare ai nostri risultati negativi è che sono i clienti ad essere stupidi, mica le nostre strategie.

Beh, se vuoi davvero raggiungere un risultato, credimi, è giunta l’ora per te di cambiare mentalità. Non è colpa dell’utente, ma di come tu hai integrato e disegnato il tuo chatbot. 

Se costringi i tuoi visitatori a pensare per capire cosa devono fare per interagire con il tuo chatbot, non stai facendo altro che allontanare i tuoi clienti. Quindi la prima lezione è questa: crea un percorso semplice e chiaro e per i tuoi clienti.

In che modo ti può aiutare lo ux writing? 

Crea il percorso più facile per l’utente

Organizzando i contenuti del tuo chatbot in modo da creare un percorso semplice per i tuoi utenti, attraverso piccoli testi disseminati lungo il tragitto per far compiere task precisi.

Consente all’utente di parlare con un bot senza rendersene conto

Anche se l’interazione avviene con un bot è importante che la conversazione sia più umana possibile. Con il chatbot accade quando riconosce l’utente e lo chiama per nome.

Previene gli errori dell’utente

Chiedere conferma su una determinata scelta del menù offerto dal chatbot è un esempio di ux writing: “Hai richiesto di parlare con l’assistenza clienti. Vuoi procedere Si, No”

Elimina i dubbi dell’utente

Ciao sono il tuo assistente virtuale.  I nostri agenti sono online dalle 9.00 alle 18.00. Consulta il calendario per poter parlare con il primo agente disponibile.”

Questa può essere ad esempio la soluzione giusta per un’interazione che avviene tra utente e chatbot quando il servizio clienti è offline. Essa chiarisce il dubbio principale: “In questo momento sto parlando con una macchina, ma quando posso parlare con una persona in carne ed ossa?”

Personalizza il tuo brand

I campi da personalizzare per un chatbot possono essere l’interazione iniziale, il saluto di benvenuto, oppure la domanda con cui si aggancia il visitatore e così via.

Ad esempio per una compagnia aerea il saluto di benvenuto potrebbe essere: “Ciao Paolo, benvenuto a bordo. Sono il tuo assistente virtuale. Con me troverai al volo tutte le informazioni di cui hai bisogno.”

Lo ux writing aiuta il chatbot a migliorare l’interazione con l’utente attraverso un’architettura delle informazioni in grado di creare un percorso chiaro, semplice che prevede una prioritizzazione dei contenuti.

Perché è importante scrivere contenuti che siano scorciatoie preziose per i tuoi lettori

Quando scrivi contenuti per il web devi tenere in grande considerazione una risorsa preziosa per i tuoi lettori: il tempo. Scrivere contenuti che non facciano perdere loro del tempo prezioso e che siano considerati scorciatoie grazie alle quali arrivare subito a ciò che stanno cercando, è ciò può fare davvero la differenza per i tuoi testi.

Ho diversi libri sulla mia scrivania che parlano di scrittura per il web, copywriting e blogging, e di tanto in tanto, mi piace rileggerli a mo’ di bibbia, per riscoprire cose importanti per questo mestiere, o per impararne di nuove, che in una prima lettura mi erano sfuggite.

Oggi mi è capitata questa frase illuminante: ” Diventa una scorciatoia intelligente per le persone. Passerai così dallo scaffale delle aziende che vogliono vendere qualcosa a tutti i costi a quello delle risorse preziose da conservare con cura.” ( cit. tratta dal libro “Seo & Content – Content marketing efficace e strategie seo vincenti” Salvatore Russo e Ale Agostini – Hoepli)

Ogni autore di contenuti per il web dovrebbe tenere a mente la risorsa tempo quando pensa al proprio pubblico. Una risorsa la cui scarsità è dettata sempre di più anche dagli items utilizzati per effettuare le proprie ricerche online. La scansione di un testo letto da smartphone viaggia alla velocità della luce. Se il lettore non è aiutato in questo, abbandonerà la pagina in men che non si dica.

La lettura di un testo online avviene attraverso la famosa scansione ad F: la prima porzione del testo viene letta per intero, poi si assottiglia sempre di più fino ad arrivare a formare la lettera effe. Ecco quindi che diventa ancora più fondamentale scrivere contenuti che soddisfino la richiesta dei lettori fin da subito.

Oltre alla scansione avere cura del tempo dei propri lettori credo sia sinonimo di rispetto nei loro confronti. Molte volte mi capita nelle mie ricerche di imbattermi in testi che contengono la risposta alla fine di pagine e pagine di preambolo pressapoco insignificanti.

Un testo lungo non è sempre sinonimo di contenuto accurato o interessante. Il più delle volte non lo è se non viene strutturato in maniera adeguata. Per rispetto del lettore è opportuno quindi seguire la struttura della piramide inversa: concentrare il succo dell’argomento all’inizio del testo e poi proseguire con gli approfondimenti. In questo caso il lettore potrà verificare subito se il contenuto è la risposta alla sua query ed ha libera scelta di proseguire nella lettura oppure no. E qui subentra la bravura dello scrittore ad indurre il lettore a continuare e a non abbandonare.

Quando rispettiamo il tempo e la libertà del nostro lettore egli ci premierà con la sua fedeltà, conscio di poter trovare in modo semplice e veloce le risposte alle sue domande sul nostro sito o blog con approfondimenti utili e interessanti.

Perché è fondamentale la revisione di un testo: tecniche principali

La revisione è necessaria per realizzare testi che siano privi di errori grammaticali, di battitura e significati ambigui. In quest’articolo scoprirai quanto sia importante e alcune tecniche semplici da applicare.

Succede sempre la stessa cosa, come se la vita professionale di un blogger fosse un eterno loop: dal momento in cui ti viene commissionato un lavoro a quello della consegna il tempo è strettissimo.

A te sembra sia passato un nano secondo dal momento in cui hai iniziato a scrivere la prima parola sul tuo bel foglio bianco word a quello in cui ricevi la notifica di sollecito per la consegna del testo; in realtà il tempo è andato avanti inesorabile, indifferente delle tue esigenze. E ora sei costretto a correre più veloce della luce per fare un minimo di revisione al tuo testo.

Gli esperti di settore consigliano di prendere tempo, (ad avercelo!), di lasciare il testo che hai scritto lì, da solo, per qualche giorno, prima di passare alla revisione. Ma nella maggior parte dei casi il giorno in cui ti viene commissionato il lavoro coincide con quello del reperimento delle informazioni, della stesura del testo e quello successivo con quello della consegna.

Esagerata? Forse, un pochino. Comunque ciò che conta è che abbia trasmesso l’ansia con cui un blogger si appresta a scrivere un testo. Ansia che si triplica quando decide di fare al testo un minimo di revisione.

Ma a cosa servirà mai la revisione? Se state pensando che nella maggior parte dei casi i vostri testi sono ok alla prima stesura, allora due sono le cose: o siete dei geni della scrittura o siete blogger alle prime armi.

La prima stesura di solito fa veramente schifo. Ecco perché la revisione è necessaria. Anche se vi costerà alzarvi alle 5 del mattino prima di consegnare il testo, credetemi, ne varrà la pena. Sarete sicuri di aver consegnato un testo perlomeno decente.

Quali sono i miei modi di fare revisione?

Innanzitutto i miei amici. Fortunatamente nessuno dei miei amici fa questo lavoro. Quando parlo loro di blog pensano che io scriva il mio diario segreto e se chiedo loro cose di web marketing mi guardano come se fossi un alieno.

Perché allora faccio leggere il mio testo proprio a loro, ignoranti (nel senso che ignorano l’argomento)? Perché se loro capiscono un testo sull’inbound marketing o su qualsiasi altra tematica, io so di aver vinto un premio nobel.

In secondo luogo leggo ad alta voce. Quando leggo ad alta voce mi accorgo subito se c’è qualcosa che non va. Se un periodo è contorto, per esempio. E poi riesco a leggere tutto e non salto i paragrafi come quando leggo in silenzio.

D’altronde la revisione serve proprio a questo: a scoprire tutto quello che non va, come quelle parole che tanto mi piacciono ma che sono inutili e potrebbero essere sostituite con altre capaci di dare maggiore significato al discorso.

Durante la revisione mi capita di cambiare ampie parti del testo perché mi rendo conto che la logica e la chiarezza scarseggiano.

Ecco perché è importante: mi aiuta a capire se quello che ho scritto è comprensibile e coerente con gli obiettivi e i lettori.

Se avete poco tempo a disposizione, organizzatelo anche in base alla revisione: non ve ne pentirete. Parola di blogger!

Come, quando, perché aggiornare il proprio blog

L’aggiornamento del blog deve essere costante, esso rappresenta il nostro curriculum vitae “parlante”; ci consente di allenare la nostra penna e ci tiene sempre in contatto con i nostri follower.

Questa signore e signori è la più grande sfida per un blogger: trovare il tempo per aggiornare il proprio blog. Le idee sono tante, ti frullano nel cervello quotidianamente, ma trovare il tempo per crearci un post per il proprio blog, diventa una vera e propria impresa.

Il fatto è che il mestiere di blogger per sua natura ti espone a continue sollecitazioni mentali, ispirazioni. Leggi un libro e pensi: “Dopo scrivo un post su questo libro. E’ davvero interessante.”; segui un corso fantasmagorico in comunicazione e pensi che merita davvero una menzione nel tuo blog; scopri una startup che fa cose strabilianti e non vedi l’ora di intervistare questi ragazzi che all’età di vent’anni hanno partorito un business così geniale.

E mentre pensi a tutto questo il tempo passa inesorabile e tu sei lì a macinare articoli per clienti, perché è il tuo lavoro e ti pagano per quello. Però in un angolo remoto del tuo cervello, c’è sempre quella luce accesa che ti ricorda che il tuo blog è lì da mesi senza un post nuovo, che ha bisogno di una linea editoriale, di qualcosa che urli al mondo le tue abilità professionali.

Poi arriva il giorno in cui per curiosità ritorni sopra il tuo blog e scopri che tutto sommato non ci sono articoli malvagi. Che forse una coerenza ce l’hanno le cose che ci hai buttato dentro. Il fatto è che al tuo blog sei legato da un sentimento. Grazie ad esso ogni tanto ti sei guadagnato qualche feedback positivo che ti ha cambiato la giornata e ti ha dato la certezza che in fondo qualcosa la sai pur fare.

Però non ce la fai a vederlo proprio come un lavoro. Sai che dovrebbe essere aggiornato periodicamente, sei consapevole che hai iniziato una categoria all’interno di esso che poi andava sviluppata. Sai tutto questo. Ma ti concedi il lusso di lasciarlo andare così come è, così come il tuo momento dice che dovrebbe essere. Lo lasci e lo riprendi, ma non ne puoi fare a meno. Perché è ciò che ti ricorda quanto sia importante per te l’atto della scrittura. Quella cosa che partendo dalla mente e passando per le dita delle tue mani, che vorticose digitano sui tasti, è capace di mettere in ordine pensieri sparsi in un post che ha senso.

Perché è importante per un blogger studiare e informarsi anche in periodi di magra

Succede che dopo un periodo in cui tutti ti vogliono, ti tirano di qua, ti tirano di là, tonnellate di email che ti ricordano che la scadenza incombe, poi improvvisamente il nulla.

Controlli l’email più volte al giorno e non scorgi nulla all’orizzonte. La quiete dopo la tempesta, quella che quando lavoravi da matti, ti eri ripromessa, di affrontare non con scoramento, ma in giro per la città a fare shopping, a rilassarti sul divano, a vedere finalmente una serie tv.

E invece come in preda ad una crisi sentimentale, sei lì che guardi il monitor e ti disperi perché non c’è una fottutissima email importante che troneggia tra le notifiche. Solo spam e pubblicità.

E’ proprio in questi momenti che si misura la vera forza di un blogger. Quando tutto sembra favorire la disperazione, tu invece di abbatterti, fai una cosa che gli altri non  fanno. Studi. Ti prepari. Scrivi.

Studiare aiuta a trovare fonti di ispirazione, idee nuove da proporre, progetti nuovi in cui cimentarti.

La preparazione è tutto. C’è un corso che avresti voluto fare da sempre, ma per mancanza di tempo non hai mai potuto seguire, ora è il momento giusto per farlo. C’è un webinar su una delle tematiche che ti appassionano di più? Non esitare a vederlo. C’è un evento dal vivo? Ecco quella un’occasione da non perdere per fare public relation ed aumentare il tuo network. Hai sempre pensato che il tuo profilo linkedin avesse bisogno di una spolverata? Datti da fare ora, prima che ritorni il periodo di piena e non avrai più il tempo di fare nulla.

Come i grandi atleti,  anche i blogger hanno bisogno di allenarsi in previsione della prossima gara. 

Perché è necessario il conteggio delle parole di un post

Le parole sono importanti e per noi blogger anche dal punto di vista numerico. Il conteggio delle parole è una cosa che, anche se ci pesa, dobbiamo tenere in grande considerazione. In quest’articolo vi spiegherò il perché.

Questo è un argomento che scotta signori. Nessun blogger ve lo confesserà mai, ma quando ci viene chiesto durante un colloquio di lavoro: “Da quante parole deve essere composto un testo?” Tutti dentro di noi, incominciamo ad avere dei moti intestinali non indifferenti. Ok, lo so, per mantenere una reputazione professionale, non dovrei dirle certe cose. Ma alla fine credo che sia un po’ la verità di tutti i blogger. Noi con i conteggi delle parole non ci vogliamo avere a che fare. Mica siamo ragionieri? Siamo quelli dotati di estro creativo, quelli che partoriscono testi originali, preziosi, pieni di valore. E ad onor del vero, da quando hanno messo in mezzo questa seo, ci hanno un po’ rotto le uova nel paniere.  Poi da lì si è iniziato a parlare anche di seo copywriting e così tutti noi, grandi , umili penne, al servizio della creatività letteraria, siamo dovuti scendere a compromessi. Abbiamo dovuto iniziare ad introdurre nei nostri testi, i conti, perché altrimenti sto fottutissimo motore di ricerca, avrebbe fottuto noi e la nostra professione.

Fortunatamente non ho il terrore della lunghezza del testo, perché di mio sono abituata a scrivere polpettoni, testi abbastanza corposi, per cui raramente vengo richiamata all’appello sul conteggio delle parole.

Stesso discorso per le parole chiave. Il mio testo non è ragionato sulle parole chiave. Mi spiego meglio. La parola chiave per me è la tematica che affronterò all’interno del post. Quindi, sapendo bene ciò di cui sto parlando, sicuramente citerò la parola magica più di una volta. Per cui non è che mi metto a verificare le keywords all’interno del testo.

Un piccolo bagliore di luce si è intravisto quando è stato ufficialmente dichiarato che il motore di ricerca prediligeva testi significativi. In quel momento, sono onesta, tra me e me, ho pensato, forse la finiamo di  contare? E invece no. Ci vuole quello e quello. grrrrr

Riprendendo la domanda iniziale: “Ma tu le conti le parole?” Volete la risposta pubblica o “segreta? :-))))