No Caffeina No Blogging: intervista a Federica Segalini

Per la categoria No Caffeina No Blogging ho l’onore di presentarvi la mia prima intervista ad una copywriter e blogger professionista, Federica Segalini, autrice del blog  NuoviConTesti, e della omonima pagina Facebook dove propone alla sua community esercizi di scrittura creativa che aiutano a riscoprire il valore delle parole.

Federica è stata al gioco rispondendo alle mie domande, raccontando il suo rapporto con il caffè e facendomi dono della sua tazzina storica di caffè.

Buona lettura a tutti!

Quando e dove bevi la tua tazzina di caffè?

[Federica]
La verità è che bevo poco caffè.

[Simona]
Incominciamo bene! E io che pensavo che un blogger senza caffè non esistesse 😉

[Federica]
Il caffè mi piace molto, ma prenderlo nella tazzina non è una mia abitudine quotidiana. In compenso metto tanto caffè nel latte, ogni mattina, per colazione. Però, quando mi capita di bere il caffè puro, cerco di berlo bene. Di solito lo preferisco senza zucchero e lo sorseggio tiepido quando incontro persone o in occasioni particolari. Non è una routine, ma è l’indizio che mi trovo in un momento importante.

 

Quanto ha influito il caffè sulla tua carriera di blogger?

[Federica]
Pur non essendo una bevitrice seriale, il caffè è entrato nella mia attività di blogging fino a diventare una piccola metafora di vita che ho anche raccontato in un articolo di qualche tempo fa. Gradisci un caffè lento?

[Simona]
Si grazie, molto volentieri :-)) Scherzi a parte…l’articolo è davvero interessante consiglio a tutti di leggerlo!

La prima cosa che fai la mattina in quanto blogger: un selfie con la tazzina di caffè?

[Federica]
Tocca proprio a me sfatare il mito del blogger con la tazza di caffè sempre vicina? Sono già fuori dai giochi: non mi faccio quasi mai selfie, non bevo caffè come abitudine e, come risultato finale, non ho neanche un selfie con la tazzina di caffè. E allora cosa ci faccio qui? Che specie di blogger sono?

[Simona]
Eh già me lo chiedo anch’io 😁

La tua prima foto di rito con te seduta davanti al pc e la tazzina di caffè?

[Federica]
La mia prima foto di rito al pc e con la tazzina di caffè… non esiste.

[Simona]
Ma Federica sicuro di essere una blogger? Fossi in te avrei seri dubbi. Niente selfie con il caffè, niente foto di rito. C’è qualcosa che non va in tutto questo. Sono perplessa…😎

[Federica]In compenso ho foto di mani bambine che mescolano il caffè del nonno alle feste di paese

[Simona]
Che bella questa immagine… Grazie per averla condivisa con noi!

[Federica] Oppure di tazzine vuote, tutte diverse e colorate, come i bicchieri sopravvissuti alle mille cadute – estratte dalla mia credenza, tranne un servizio bellissimo di 12 tazzine, l’unico tutto coordinato e con decori dorati, ricevuto in regalo e mai utilizzato al completo per la funzione ufficiale a cui era destinato. Sono ancora sicura di essere una blogger? Forse no 😉

[Simona] Me lo sto chiedendo anche io 😁

La scelta delle tazzine per i tuoi scatti fotografici?

[Federica]
Nel mio caso sono le tazzine a voler essere fotografate, soprattutto le più vecchiette: non si vergognano. D’altra parte mi succede di comprare una tazzina singola ogni tanto, specialmente se mi piace per forma e colore e soprattutto se è spaiata rispetto alle altre che ho, e la aggiungo alla tavolozza di bicchieri, ciotole, altre tazzine preesistenti. Prima compro le tazzine e poi, quando diventano parte della mia vita, inizio a fotografarle di soppiatto così non se ne accorgono, non si mettono in posa e non mi fanno le boccacce. Amo ogni forma e colore, l’importante è che siano tutte diverse e stiano bene messe vicine l’una all’altra nella loro unicità. Se c’è qualche pezzo di famiglia o legato a ricordi belli, anche scolorito o con i segni del tempo, è meglio ancora. Allego all’intervista una delle mie tazzine preferite, ricordo di gioventù con una sobria fantasia mucca pezzata.

[Simona]
Complimenti per il coraggio, una tazza con la fantasia mucca pezzata non è da tutti. Te ne devo dare atto😁

I blogger sono tutti esperti di caffè?

  1. Si
  2. No
  3. Ma chi se ne frega (concordo con te)

[Federica]
Sarei felice che i blogger fossero esperti di caffè, così imparerei tante cose leggendo. Ma sarei felice anche se non ne fossero esperti, perché vorrei conoscere tutte quelle storie parallele che parlano di caffè, del suo profumo e dei posti in cui si spande, dei cucchiaini che tintinnano quando passi vicino alle case con le finestre spalancate o ai bar con le porte aperte in estate, delle tazzine sbeccate che dentro la credenza o a testa in giù nello scolapiatti bisticciano con quelle perfette e un po’ vanitose.

[Simona]
Che bella idea raccontare delle storie legate al caffè, dei riti legati al caffè, delle tazzine e delle loro vite uniche…

Il primo insegnamento che daresti ad un blogger alle prime armi sul caffè ovviamente ?

[Federica]
Da blogger atipica, proverò a dare un suggerimento atipico e quasi serio. Proporrei di pensare il caffè (o la tisana preferita, o altro) come una fonte di percezioni sensoriali ed emotive. Anche se il caffè potrebbe essere molto lontano dalla materia da trattare, portare la mente al livello di percezioni concrete, reali, fisiche ci aiuta da subito ad avvicinarci al lettore e a mettersi nei suoi panni già nell’approccio che abbiamo a monte.

Un buon caffè davanti a noi, prima di scrivere qualsiasi cosa, potrebbe ricordarci che dall’altra parte dello schermo ci legge sempre una persona: potrebbe prendere il caffè e iniziare la sua giornata di lavoro proprio come stiamo facendo noi.

[Simona]
Concordo pienamente: scrivere per le persone che ci leggono è questo l’elemento fondamentale del blogging e concordo anche sul fatto che un buon caffè aiuta a metterci nei panni dei nostri lettori.

Il titolo di questa intervista è No caffeina no Blogging. Quanto concordi?

[Federica]
Ho già smentito tutto o quasi, che cosa potrei aggiungere ancora, prima che Simona mi cacci in modo definitivo dal suo blog?

[Simona]
Tranquilla! L’intento era proprio quello di smentire lo stereotipo del blogger con la tazzina di caffè e in questo mi sei stata di grande aiuto 😉

[Federica]
Il segreto sta sempre nelle piccole cose di ogni giorno e nel farle ogni volta in modo leggermente diverso, per trovare nuove prospettive, non rimanere in stallo e favorire spazi per la nascita di idee nuove.

Bevi il caffè quando ti pare e con tazzine sempre diverse, o tutte uguali se preferisci. Potrei avvicinarmi a te, blogger, non quando hai mille selfie tutti simili insieme alla tua tazzina preferita o differente da tutte, ma quando ogni volta sai parlarmi in modo nuovo di come il caffè abita nella tua vita.

[Simona]
Federica grazie per esserti messa in gioco! Di sicuro non rientri nello stereotipo di blogger professionisti (Dio sia lodato!); ci hai dato parecchi spunti importanti sul caffè e su come possa essere parte integrante della vita di un blogger in modo intelligente e non solo per scattare il selfie perfetto.

Cosa hanno in comune Maometto, un monaco e un blogger?

Cosa avranno mai in comune Maometto, un monaco dell’Arabia Fenice e un blogger? Le loro storie sono strettamente legate a questa bevanda gustosa, prodigiosa, miracolosa, ovvero sua maestà il caffè.

Maometto e la scoperta della Kawa

Secondo un’antica leggenda islamica Maometto cadde in un profondo stato di abbattimento e il l misericordioso Allah lo risollevò inviandogli una bevanda nera, amara e bollente, la Kawa.

L’effetto fu così strepitoso che Maometto dopo aver bevuto la bevanda miracolosa riuscì a soddisfare ben 40 donne senza interruzione.

Il monaco dell’Arabia Fenice

Risale al XVII secolo la scoperta da parte di un pastore dell’Arabia Fenice del caffè. Mentre guidava le sue capre a pascere, si accorse che dopo essere state in un boschetto le capre saltavano allegre e quando erano tornate alla capanna non riuscivano ad addormentarsi. Pensando che fossero state stregate bussò ad un convento e chiese di parlare con un superiore. Il superiore si fece quindi condurre al boschetto  dove trovò un arboscello con dei piccoli frutti di sapore acre e astringente. Egli fu dunque colpito dallo stesso effetto che aveva colpito le capre, ovvero, dopo aver mangiato i frutti di quell’alberello non riuscì ad addormentarsi. Per sincerarsi della cosa il superiore ripeté l’esperimento con i suoi confratelli e tutti rimasero vispi e allegri per tutta la notte dopo aver assaggiato la pianticella. Da quel momento gli arabi si occuparono della vendita del caffè per i monasteri fino a diffondere il commercio in tutta Europa.

(Le storie su Maometto e il Monaco sono tratte dal libro “Manuale del perfetto amatore del caffè”, a cura di Lejla Mancusi Sorrentino, Edizioni Intra Moenia.)

Blogger

Un giorno un blogger sedutosi alla scrivania, preso da un improvviso torpore, decise di prepararsi una tazzina di caffè.  Una volta posizionata la tazzina di caffè sulla sua scrivania si rese conto che la posizione le si confaceva particolarmente. E’ come se la forma e il colore l’avessero destinata proprio a quella posizione, accanto al pc. Il blogger si alzò di scatto, come illuminato da quella visione paradisiaca. Eccitato da un quadretto così perfetto si sedette alla scrivania e incominciò a dare sfogo a tutti suoi pensieri, partorendo post su post, fino a diventare famoso. Così come Maometto riuscì a soddisfare 40 donne senza sosta, il monaco diede il via al commercio arabo del caffè, il blogger grazie al caffè divenne famoso. Da allora non si è più vista una solo foto che rappresenti il mestiere del blogger senza la famosa tazzina di caffè.

Il blogger e il potere di costruire relazioni tra azienda e cliente

Le difficoltà che incontra un blogger quando scrive per il blog di un’azienda sono davvero infinite.  Si parla di intelligenza artificiale, di ux writing, però la mentalità delle aziende non è tanto cambiata rispetto a qualche anno fa e i contenuti nella scaletta delle priorità sono sempre all’ultimo posto. Cosa significa questo per un blogger? Significa che in tempi brevissimi e senza l’aiuto di nessuno deve partorire post che siano in linea con la mission e la vision aziendale, rispecchino il tone of voice dell’azienda, assolvano al compito di raggiungere determinati obiettivi in base ovviamente al target. Tutto questo nella solitudine della sua postazione, senza poter interloquire con qualcuno che da quell’azienda si degni di dargli tutte le informazioni di cui avrebbe bisogno. Tanto il povero blogger, che deve fare? Solo scrivere! Semplice no?

Nell’immaginario collettivo della gente (ma il blogger in quanti immaginari collettivi è stato messo!?!???) la creazione di contenuti è un qualcosa di semplicissimo. Basta avere un pc e un programma word ed il gioco è fatto!

E invece deve trattare gli argomenti più disparati, dall’abbigliamento agli alimentari, dall’azienda famosissima a quella che invece è a conduzione famigliare. Ogni prodotto, ogni azienda, va poi raccontato in modo diverso, con specifiche diverse. Cosa vogliamo comunicare ai potenziali clienti? Quali sono gli argomenti di maggiore interesse? Cosa chiedono maggiormente al servizio clienti?

Bisogna poi pensare agli argomenti in base alla fase del customer journey del cliente: se non ha ancora acquistato il prodotto avrà bisogno di rassicurazioni sulla sua efficacia, deve capire che quel prodotto è proprio quello che fa per lui, che gli può risolvere i problemi; se invece il cliente ha già acquistato un prodotto avrà bisogno di capire come funziona, quali sono le caratteristiche tecniche, se ci sono funzionalità che non conosce.

Il blogger non si limita a scrivere, ragiona su tutte le informazioni che l’azienda gli fornisce (quando lo fa), altrimenti va a cercarsele da solo perché è consapevole che puoi scrivere il post più bello del mondo ma se non è utile ai clienti, se non è in linea con la comunicazione aziendale, non servirà a nulla.

Per mostrarvi come si articola la progettazione di un piano editoriale per un blog vi ripropongo la metafora, che trovo particolarmente calzante, della relazione tra due innamorati, dal corteggiamento, al primo appuntamento fino al fidanzamento.

All’inizio per conquistare una persona devi mostrare il meglio di te, i tuoi pregi, di farle capire quanto sarà bello stare con te, poi con il passare del tempo la conoscenza si trasformerà in un rapporto più profondo e in quel momento avrai bisogno di darle qualcosa di più sostanzioso, fino a che non riuscirai a conquistarla del tutto, e il vostro rapporto sarà duraturo. Ma attenzione, anche nei rapporti più consolidati non bisogna dare l’altro per scontato, per cui anche dopo aver consolidato il vostro rapporto, sarai sempre pronto ad alimentarlo.

La progettazione dei contenuti per un blog aziendale si muove allo stesso modo della metafora: agli utenti che navigano il sito aziendale per la prima volta si propongono contenuti che li conquistino, li facciano innamorare e li portino a scegliere proprio quell’azienda e i suoi prodotti. Poi il rapporto cambia, diventa più profondo e per i clienti già acquisiti si realizzano contenuti che rispecchino le loro esigenze, ovvero come funziona un prodotto, cosa fare in caso di guasto, come conservarlo e via discorrendo. Il cliente acquisito non si dà mai per scontato, ma si cerca di mantenere il rapporto vivo con lui attraverso premi, sconti personalizzati, anteprime di prodotti. Oramai lo sanno anche i piccini che è più dispendioso acquisire un nuovo cliente, piuttosto che mantenere quelli già in essere. Anche in questo caso la metafora della relazione calza a pennello. Quando si perde un cliente e ci si mette alla ricerca di un nuovo bisogna ricominciare daccapo. La fatica è doppia. Invece con un cliente già acquisito, di cui si conoscono già le preferenze dovrebbe essere molto più semplice.

La relazione con il cliente va coltivata nel tempo e i contenuti di un blog possono essere determinanti in questo.

 

 

 

No Caffeina No Blogging

No Caffeina No Blogging è la nuova rubrica del mio blog, dove ti racconterò gli effetti magici e miracolosi del caffè sul blogger. Hai già capito di cosa sto parlando vero? Del resto oramai è risaputo che non esiste blogger al mondo che non beva caffè. Anche coloro che sono alle prime armi si adeguano al cliché e sono pronti ogni mattina a farsi un selfie dalla loro postazione di lavoro con l’immancabile tazzina di caffè.

Il rapporto tra il blogger e il caffè è intimo, intenso, quotidiano. La tua tazzina di caffè è sempre lì; cambia location, ma la tazzina è lì imperterrita, fedele. Sempre piena. Perché non è tanto importante consumare, ma è la presenza che conta. La tazzina deve stare lì, per dare un senso al mestiere di blogger. Senza la tazzina che blogger sei?

Hai mai visto una foto, dico una, in cui una postazione da blogger sia senza tazzina? Senza quel liquido scuro ed invitante che, se lo fissi, riesci a sentire pure l’odore della miscela?

Il successo di un blogger è tutto nella tazzina da caffè che decide di posizionare al suo fianco, durante le sue ore di lavoro. Sarà lei e il suo prezioso contenuto, il caffè, a lanciargli influssi positivi che lo lanceranno con successo nel fantastico mondo del blogging. Saranno loro che gli regaleranno il sorriso nelle giornate bruttissime, così come esulteranno con lui per le sue vittorie.

Signore e Signori è questa l’assoluta verità: senza la tazzina di caffè il mestiere di blogger non esisterebbe.

Perché è importante scrivere contenuti che siano scorciatoie preziose per i tuoi lettori

Quando scrivi contenuti per il web devi tenere in grande considerazione una risorsa preziosa per i tuoi lettori: il tempo. Scrivere contenuti che non facciano perdere loro del tempo prezioso e che siano considerati scorciatoie grazie alle quali arrivare subito a ciò che stanno cercando, è ciò può fare davvero la differenza per i tuoi testi.

Ho diversi libri sulla mia scrivania che parlano di scrittura per il web, copywriting e blogging, e di tanto in tanto, mi piace rileggerli a mo’ di bibbia, per riscoprire cose importanti per questo mestiere, o per impararne di nuove, che in una prima lettura mi erano sfuggite.

Oggi mi è capitata questa frase illuminante: ” Diventa una scorciatoia intelligente per le persone. Passerai così dallo scaffale delle aziende che vogliono vendere qualcosa a tutti i costi a quello delle risorse preziose da conservare con cura.” ( cit. tratta dal libro “Seo & Content – Content marketing efficace e strategie seo vincenti” Salvatore Russo e Ale Agostini – Hoepli)

Ogni autore di contenuti per il web dovrebbe tenere a mente la risorsa tempo quando pensa al proprio pubblico. Una risorsa la cui scarsità è dettata sempre di più anche dagli items utilizzati per effettuare le proprie ricerche online. La scansione di un testo letto da smartphone viaggia alla velocità della luce. Se il lettore non è aiutato in questo, abbandonerà la pagina in men che non si dica.

La lettura di un testo online avviene attraverso la famosa scansione ad F: la prima porzione del testo viene letta per intero, poi si assottiglia sempre di più fino ad arrivare a formare la lettera effe. Ecco quindi che diventa ancora più fondamentale scrivere contenuti che soddisfino la richiesta dei lettori fin da subito.

Oltre alla scansione avere cura del tempo dei propri lettori credo sia sinonimo di rispetto nei loro confronti. Molte volte mi capita nelle mie ricerche di imbattermi in testi che contengono la risposta alla fine di pagine e pagine di preambolo pressapoco insignificanti.

Un testo lungo non è sempre sinonimo di contenuto accurato o interessante. Il più delle volte non lo è se non viene strutturato in maniera adeguata. Per rispetto del lettore è opportuno quindi seguire la struttura della piramide inversa: concentrare il succo dell’argomento all’inizio del testo e poi proseguire con gli approfondimenti. In questo caso il lettore potrà verificare subito se il contenuto è la risposta alla sua query ed ha libera scelta di proseguire nella lettura oppure no. E qui subentra la bravura dello scrittore ad indurre il lettore a continuare e a non abbandonare.

Quando rispettiamo il tempo e la libertà del nostro lettore egli ci premierà con la sua fedeltà, conscio di poter trovare in modo semplice e veloce le risposte alle sue domande sul nostro sito o blog con approfondimenti utili e interessanti.

Perché è importante per un blogger studiare e informarsi anche in periodi di magra

Succede che dopo un periodo in cui tutti ti vogliono, ti tirano di qua, ti tirano di là, tonnellate di email che ti ricordano che la scadenza incombe, poi improvvisamente il nulla.

Controlli l’email più volte al giorno e non scorgi nulla all’orizzonte. La quiete dopo la tempesta, quella che quando lavoravi da matti, ti eri ripromessa, di affrontare non con scoramento, ma in giro per la città a fare shopping, a rilassarti sul divano, a vedere finalmente una serie tv.

E invece come in preda ad una crisi sentimentale, sei lì che guardi il monitor e ti disperi perché non c’è una fottutissima email importante che troneggia tra le notifiche. Solo spam e pubblicità.

E’ proprio in questi momenti che si misura la vera forza di un blogger. Quando tutto sembra favorire la disperazione, tu invece di abbatterti, fai una cosa che gli altri non  fanno. Studi. Ti prepari. Scrivi.

Studiare aiuta a trovare fonti di ispirazione, idee nuove da proporre, progetti nuovi in cui cimentarti.

La preparazione è tutto. C’è un corso che avresti voluto fare da sempre, ma per mancanza di tempo non hai mai potuto seguire, ora è il momento giusto per farlo. C’è un webinar su una delle tematiche che ti appassionano di più? Non esitare a vederlo. C’è un evento dal vivo? Ecco quella un’occasione da non perdere per fare public relation ed aumentare il tuo network. Hai sempre pensato che il tuo profilo linkedin avesse bisogno di una spolverata? Datti da fare ora, prima che ritorni il periodo di piena e non avrai più il tempo di fare nulla.

Come i grandi atleti,  anche i blogger hanno bisogno di allenarsi in previsione della prossima gara.