Storie di donne e lavoro: voglio trasformare la mia passione in un secondo lavoro, ma non so se riesco a gestire tutto. Come trovare il giusto equilibrio

LA STORIA DI GIULIA MAKE UP ARTIST PER PASSIONE

Giulia ha da sempre una passione per il makeup ed è anche brava. A lavoro le sue colleghe la stalkerizzano pur di avere una rinfrescata al trucco, per farsi spiegare come si usa un determinato cosmetico piuttosto che un altro.

Lavora come segretaria part –time in uno studio medico, un lavoro che le serve per campare. Poi un giorno le viene proposta una collaborazione come make up artist in un centro estetico.

Poiché per carattere non si è mai tirata indietro, decide di lanciarsi in questa nuova avventura.

Con due lavori e due figli dopo un po’ di giorni si rende conto che, quello che avrebbe dovuto essere un secondo lavoro da affrontare senza stress, in realtà si è trasformato in un pensiero costante, quasi da non dormirci la notte.

Lei che ha sempre lavorato come impiegata si ritrova a fare la libera professionista. Nessuno però le aveva mai spiegato che dietro tutte quelle belle cose, tipo l’autonomia, la soddisfazione per fare qualcosa per cui si è portati, per cui si ha la passione, si celassero invece ansia e preoccupazioni.

La sua vita in pochi giorni si trasforma. La sera dopo aver messo a nanna i bimbi accende il computer e studia tutti i video tutorial. Scopre così l’importanza del mondo dei social per farsi conoscere. Decide quindi di aprire un profilo instagram. E anche lì altra fatica: ogni giorno al ritorno dallo studio si precipita in bagno per provare su di sé un nuovo make-up e postare la foto sulla piattaforma social.

Giulia, segretaria part-time di mattina, makeup artist nel fine settimana, mamma a tempo pieno, cerca di fare l’equilibrista per non rinunciare a questa nuova avvincente avventura.

LA SFIDA: UN PROGETTO SUPERIORE ALLE SUE CAPACITA’

Poi dopo un mese di collaborazione succede qualcosa che manda Giulia in tilt: le viene proposto di partecipare come make up artist ad una sfilata di un noto stilista della zona.

La cosa, avvincente quanto mai, la manda nella più totale disperazione. La prima fonte di disperazione sono i figli. Non può non pensare a come fare, a chi lasciarli. La seconda ansia riguarda il lavoro: il suo responsabile è molto autoritario e teme che non le concederà mai dei giorni di ferie con faciltà.

Ma dietro tutte queste preoccupazioni ce ne è una che la terrorizza più di tutte ed in realtà è il vero motivo per cui lei non se la sente di affrontare quest’incarico: Giulia sa che quel progetto è superiore alle sue capacità.

COME AFFRONTARE LA SFIDA: MAI GIUDICARSI

La storia di Giulia ci mette proprio davanti al tipico ritratto della donna di oggi: mamma, moglie, che fa due lavori, di cui uno le è indispensabile per campare e l’altro è per seguire una sua passione. Tutto questo è accompagnato da frustrazioni, stanchezza, sacrificio ma anche voglia di farcela, di concedersi una chance nella vita. Di fronte alle difficoltà la prima cosa a cui pensiamo, in maniera pragmatica è se tanto sacrificio ne valga davvero la pena.

Alt! Le nostre passioni, le soddisfazioni che ne derivano non sono mai tempo sprecato, anche se questo richiede un sacrificio superiore alle nostre forze. Bisogna mettere in conto che una volta che abbiamo messo in moto un ingranaggio non possiamo controllarlo e ci porterà su strade che nemmeno noi avremmo mai immaginato.

Quando allora si verifica quello che è successo a Giulia, ovvero la nostra seconda passione/professione, incomincia a chiederci di più, e non ci sentiamo in grado di affrontarla, cosa possiamo fare per gestire il senso di colpa e di frustrazione?

Ciò che ci può salvare è l’onestà: essere oneste con noi stesse e con gli altri. Se non ci sentiamo all’altezza di un determinato progetto, perché consapevoli di non aver mai affrontato nulla di simile in passato, di non avere le basi per portarlo a termine, allora diciamolo innanzitutto a noi stesse.

Alt! Anche qui non sono ammessi giudizi negativi nei confronti di noi stesse.

Non siamo ciò che facciamo. Quindi se non sappiamo fare una cosa perché il nostro percorso ancora non ci ha portate a realizzare nulla di simile, non significa che siamo perdenti, codarde, ecc…

Dobbiamo semplicemente concederci del tempo per migliorarci.

Una volta arrivate a questa consapevolezza possiamo affrontare gli altri e dire con grande serenità che non ci sentiamo pronte per un progetto del genere, ma che nel nostro piccolo, possiamo comunque dare una mano con quello che sappiamo fare benissimo.

Oggi spuntano fuffaroli in ogni settore, ciò che può fare la differenza è puntare davvero su ciò che sappiamo fare bene, senza improvvisarci esperti quando non lo siamo.

Fare due lavori non è facile e molti tenderanno a dirvi che non è normale, che se avete già un lavoro non è giusto che andiate a cercarvene anche un altro solo per inseguire una vostra passione. E sono proprio questi giudizi negativi che influiranno sulla vostra gestione.

Una cosa è certa: una volta che vi siete messe in gioco non avrete più voglia di tornare indietro.