Il blogger e il potere di costruire relazioni tra azienda e cliente

Le difficoltà che incontra un blogger quando scrive per il blog di un’azienda sono davvero infinite.  Si parla di intelligenza artificiale, di ux writing, però la mentalità delle aziende non è tanto cambiata rispetto a qualche anno fa e i contenuti nella scaletta delle priorità sono sempre all’ultimo posto. Cosa significa questo per un blogger? Significa che in tempi brevissimi e senza l’aiuto di nessuno deve partorire post che siano in linea con la mission e la vision aziendale, rispecchino il tone of voice dell’azienda, assolvano al compito di raggiungere determinati obiettivi in base ovviamente al target. Tutto questo nella solitudine della sua postazione, senza poter interloquire con qualcuno che da quell’azienda si degni di dargli tutte le informazioni di cui avrebbe bisogno. Tanto il povero blogger, che deve fare? Solo scrivere! Semplice no?

Nell’immaginario collettivo della gente (ma il blogger in quanti immaginari collettivi è stato messo!?!???) la creazione di contenuti è un qualcosa di semplicissimo. Basta avere un pc e un programma word ed il gioco è fatto!

E invece deve trattare gli argomenti più disparati, dall’abbigliamento agli alimentari, dall’azienda famosissima a quella che invece è a conduzione famigliare. Ogni prodotto, ogni azienda, va poi raccontato in modo diverso, con specifiche diverse. Cosa vogliamo comunicare ai potenziali clienti? Quali sono gli argomenti di maggiore interesse? Cosa chiedono maggiormente al servizio clienti?

Bisogna poi pensare agli argomenti in base alla fase del customer journey del cliente: se non ha ancora acquistato il prodotto avrà bisogno di rassicurazioni sulla sua efficacia, deve capire che quel prodotto è proprio quello che fa per lui, che gli può risolvere i problemi; se invece il cliente ha già acquistato un prodotto avrà bisogno di capire come funziona, quali sono le caratteristiche tecniche, se ci sono funzionalità che non conosce.

Il blogger non si limita a scrivere, ragiona su tutte le informazioni che l’azienda gli fornisce (quando lo fa), altrimenti va a cercarsele da solo perché è consapevole che puoi scrivere il post più bello del mondo ma se non è utile ai clienti, se non è in linea con la comunicazione aziendale, non servirà a nulla.

Per mostrarvi come si articola la progettazione di un piano editoriale per un blog vi ripropongo la metafora, che trovo particolarmente calzante, della relazione tra due innamorati, dal corteggiamento, al primo appuntamento fino al fidanzamento.

All’inizio per conquistare una persona devi mostrare il meglio di te, i tuoi pregi, di farle capire quanto sarà bello stare con te, poi con il passare del tempo la conoscenza si trasformerà in un rapporto più profondo e in quel momento avrai bisogno di darle qualcosa di più sostanzioso, fino a che non riuscirai a conquistarla del tutto, e il vostro rapporto sarà duraturo. Ma attenzione, anche nei rapporti più consolidati non bisogna dare l’altro per scontato, per cui anche dopo aver consolidato il vostro rapporto, sarai sempre pronto ad alimentarlo.

La progettazione dei contenuti per un blog aziendale si muove allo stesso modo della metafora: agli utenti che navigano il sito aziendale per la prima volta si propongono contenuti che li conquistino, li facciano innamorare e li portino a scegliere proprio quell’azienda e i suoi prodotti. Poi il rapporto cambia, diventa più profondo e per i clienti già acquisiti si realizzano contenuti che rispecchino le loro esigenze, ovvero come funziona un prodotto, cosa fare in caso di guasto, come conservarlo e via discorrendo. Il cliente acquisito non si dà mai per scontato, ma si cerca di mantenere il rapporto vivo con lui attraverso premi, sconti personalizzati, anteprime di prodotti. Oramai lo sanno anche i piccini che è più dispendioso acquisire un nuovo cliente, piuttosto che mantenere quelli già in essere. Anche in questo caso la metafora della relazione calza a pennello. Quando si perde un cliente e ci si mette alla ricerca di un nuovo bisogna ricominciare daccapo. La fatica è doppia. Invece con un cliente già acquisito, di cui si conoscono già le preferenze dovrebbe essere molto più semplice.

La relazione con il cliente va coltivata nel tempo e i contenuti di un blog possono essere determinanti in questo.

 

 

 

No Caffeina No Blogging

No Caffeina No Blogging è la nuova rubrica del mio blog, dove ti racconterò gli effetti magici e miracolosi del caffè sul blogger. Hai già capito di cosa sto parlando vero? Del resto oramai è risaputo che non esiste blogger al mondo che non beva caffè. Anche coloro che sono alle prime armi si adeguano al cliché e sono pronti ogni mattina a farsi un selfie dalla loro postazione di lavoro con l’immancabile tazzina di caffè.

Il rapporto tra il blogger e il caffè è intimo, intenso, quotidiano. La tua tazzina di caffè è sempre lì; cambia location, ma la tazzina è lì imperterrita, fedele. Sempre piena. Perché non è tanto importante consumare, ma è la presenza che conta. La tazzina deve stare lì, per dare un senso al mestiere di blogger. Senza la tazzina che blogger sei?

Hai mai visto una foto, dico una, in cui una postazione da blogger sia senza tazzina? Senza quel liquido scuro ed invitante che, se lo fissi, riesci a sentire pure l’odore della miscela?

Il successo di un blogger è tutto nella tazzina da caffè che decide di posizionare al suo fianco, durante le sue ore di lavoro. Sarà lei e il suo prezioso contenuto, il caffè, a lanciargli influssi positivi che lo lanceranno con successo nel fantastico mondo del blogging. Saranno loro che gli regaleranno il sorriso nelle giornate bruttissime, così come esulteranno con lui per le sue vittorie.

Signore e Signori è questa l’assoluta verità: senza la tazzina di caffè il mestiere di blogger non esisterebbe.

Podcast n.1: il mestiere del blogger oltre i luoghi comuni

In questo podcast ti racconterò del mestiere del blogger oltre i luoghi comuni.

Buon Ascolto!

Il blog planner: uno strumento utilissimo per i blogger alle prime armi e non

Finalmente anche sulla mia scrivania è approdato un blog planner. Prima che lo aprissi devo essere sincera ero davvero molto scettica sul suo utilizzo. Poi ho iniziato a sfogliare le prime pagine e ciò che mi veniva chiesto di scrivere mi ha fatto molto riflettere sul mio blog e su cosa fosse diventato per me e finalmente ne ho capito la reale importanza.

Definisci il Target e il Main Focus del tuo blog

La prima pagina del planner è caratterizzata da una serie di campi che il blogger deve compilare

  • Blog Title
  • Domain
  • Target Audience
  • Niche Overview

Di tutti questi campi ciò che ho trovato difficile da compilare è la definizione del target. Non nego che all’inizio la tentazione di sorvolare è stata forte.

Ma poi mi sono detta: “Se ho difficoltà a compilare questi campi vuol dire che ne ho in generale con il mondo del blogging.” Così ho superato l’iniziale ritrosia ed ho iniziato a scrivere. Ho scoperto cose di cui nemmeno io ero consapevole prima che le mettessi nero su bianco. Ho definito il mio pubblico e la nicchia. A mano a mano che descrivevo il mio blog ha preso il sopravvento l’entusiasmo perché non mi sembrava stessi definendo semplicemente il mio blog, ma un progetto vero e proprio.

Vi consiglio di non tralasciare questi campi perché la loro compilazione vi impone di riflettere sul vostro blog, su quella impostazione gli avete dato o vorrete dargli, quando siete proprio all’inizio. Vi costringe a riflettere su un aspetto fondamentale, ovvero qual è o quale sarà il vostro target. A chi vi rivolgete quando scrivete i vostri post.

Il planner continua con altri campi da compilare tra cui il Main Focus. Anche in questo caso due sono le strade: o dovete sedere a riflettere sul focus del vostro blog perché fondamentalmente non vi è ancora chiaro, oppure sapete con precisione di cosa dovete parlare. A volte dare un indirizzo preciso ad un blog non è facile.

 Ci sono blogger, ad esempio, che sono sempre in overdose di testi da scrivere e per questo il loro focus salta da un argomento all’altro. Se da una parte un blog dalle tematiche più disparate può attrarre un pubblico ampio, dall’altra però può essere controproducente, in quanto fuorviante per chi legge. Il lettore ha bisogno di essere guidato anche nella comprensione di un blog, per cui meglio verticalizzare con qualche  strappo alla regola di tanto in tanto. anziché creare un pot pourri di tematiche che genera confusione in chi legge.

Fino ad ora non mi era mai stato chiesto di descrivere il focus del mio blog, e a quale tipologia di lettore mi rivolgessi. Oggi ho potuto rispondere con una consapevolezza che qualche tempo fa non avrei avuto. Ho esordito con il mio blog come una palestra, un luogo dove poter sperimentare ciò che studiavo del mondo della comunicazione e ciò che mi interessava. Poi nel tempo mi ci sono dedicata saltuariamente, ricorrevo ad esso quando avevo bisogno di parlare di qualcosa che non rientrasse negli argomenti che mi commissionavano altri. 

Da qualche mese ho deciso di dargli un’impostazione un po’ più definita, un focus per l’appunto, ho deciso di curarlo maggiormente. È la mia creatura, il mio progetto. Non lancio start-up, non creo prodotti innovativi, ma ho intenzione di dedicarmi al mio blog con tutta me stessa per vederlo crescere e se ci saranno, un giorno, coglierne i frutti.

Definisci il valore e la mission del tuo blog

I campi del planner sono numerosi e  le cose si fanno ancora più serie quando viene chiesto:

  • Content Style
  • Words to describe my blog
  • How my blog provides value
  • Mission statement

Anche qui se sapete cosa scrivere siete davvero ad un ottimo punto, vuol dire che state definendo il vostro blog come un vero e proprio progetto. In realtà anche io fin dall’inizio ho avuto ben chiaro quale tipo di stile utilizzare per i miei contenuti: informale, diretto, friendly.

Credo che la semplicità sia la più grande sfida per un blogger alle prese con argomenti tecnici, non sempre di facile spiegazione. Anche per quanto riguarda il valore fornito dal mio blog ho sempre avuto le idee piuttosto chiare: scrivere contenuti in modo semplice, grazie ai quali il lettore non deve compiere sforzi per capire determinate tematiche e seguire i miei concetti. 

Che dire questo blog planner mi ha convinto sempre di più che il mio blog ha un senso e può diventare un progetto. Ora serve costanza, dedizione ed organizzazione. Alle prime due ahimè devo provvedere da sola all’organizzazione ci penserà il mio planner nuovo di zecca.

Perché è importante scrivere contenuti che siano scorciatoie preziose per i tuoi lettori

Quando scrivi contenuti per il web devi tenere in grande considerazione una risorsa preziosa per i tuoi lettori: il tempo. Scrivere contenuti che non facciano perdere loro del tempo prezioso e che siano considerati scorciatoie grazie alle quali arrivare subito a ciò che stanno cercando, è ciò può fare davvero la differenza per i tuoi testi.

Ho diversi libri sulla mia scrivania che parlano di scrittura per il web, copywriting e blogging, e di tanto in tanto, mi piace rileggerli a mo’ di bibbia, per riscoprire cose importanti per questo mestiere, o per impararne di nuove, che in una prima lettura mi erano sfuggite.

Oggi mi è capitata questa frase illuminante: ” Diventa una scorciatoia intelligente per le persone. Passerai così dallo scaffale delle aziende che vogliono vendere qualcosa a tutti i costi a quello delle risorse preziose da conservare con cura.” ( cit. tratta dal libro “Seo & Content – Content marketing efficace e strategie seo vincenti” Salvatore Russo e Ale Agostini – Hoepli)

Ogni autore di contenuti per il web dovrebbe tenere a mente la risorsa tempo quando pensa al proprio pubblico. Una risorsa la cui scarsità è dettata sempre di più anche dagli items utilizzati per effettuare le proprie ricerche online. La scansione di un testo letto da smartphone viaggia alla velocità della luce. Se il lettore non è aiutato in questo, abbandonerà la pagina in men che non si dica.

La lettura di un testo online avviene attraverso la famosa scansione ad F: la prima porzione del testo viene letta per intero, poi si assottiglia sempre di più fino ad arrivare a formare la lettera effe. Ecco quindi che diventa ancora più fondamentale scrivere contenuti che soddisfino la richiesta dei lettori fin da subito.

Oltre alla scansione avere cura del tempo dei propri lettori credo sia sinonimo di rispetto nei loro confronti. Molte volte mi capita nelle mie ricerche di imbattermi in testi che contengono la risposta alla fine di pagine e pagine di preambolo pressapoco insignificanti.

Un testo lungo non è sempre sinonimo di contenuto accurato o interessante. Il più delle volte non lo è se non viene strutturato in maniera adeguata. Per rispetto del lettore è opportuno quindi seguire la struttura della piramide inversa: concentrare il succo dell’argomento all’inizio del testo e poi proseguire con gli approfondimenti. In questo caso il lettore potrà verificare subito se il contenuto è la risposta alla sua query ed ha libera scelta di proseguire nella lettura oppure no. E qui subentra la bravura dello scrittore ad indurre il lettore a continuare e a non abbandonare.

Quando rispettiamo il tempo e la libertà del nostro lettore egli ci premierà con la sua fedeltà, conscio di poter trovare in modo semplice e veloce le risposte alle sue domande sul nostro sito o blog con approfondimenti utili e interessanti.

Perché è fondamentale la revisione di un testo: tecniche principali

La revisione è necessaria per realizzare testi che siano privi di errori grammaticali, di battitura e significati ambigui. In quest’articolo scoprirai quanto sia importante e alcune tecniche semplici da applicare.

Succede sempre la stessa cosa, come se la vita professionale di un blogger fosse un eterno loop: dal momento in cui ti viene commissionato un lavoro a quello della consegna il tempo è strettissimo.

A te sembra sia passato un nano secondo dal momento in cui hai iniziato a scrivere la prima parola sul tuo bel foglio bianco word a quello in cui ricevi la notifica di sollecito per la consegna del testo; in realtà il tempo è andato avanti inesorabile, indifferente delle tue esigenze. E ora sei costretto a correre più veloce della luce per fare un minimo di revisione al tuo testo.

Gli esperti di settore consigliano di prendere tempo, (ad avercelo!), di lasciare il testo che hai scritto lì, da solo, per qualche giorno, prima di passare alla revisione. Ma nella maggior parte dei casi il giorno in cui ti viene commissionato il lavoro coincide con quello del reperimento delle informazioni, della stesura del testo e quello successivo con quello della consegna.

Esagerata? Forse, un pochino. Comunque ciò che conta è che abbia trasmesso l’ansia con cui un blogger si appresta a scrivere un testo. Ansia che si triplica quando decide di fare al testo un minimo di revisione.

Ma a cosa servirà mai la revisione? Se state pensando che nella maggior parte dei casi i vostri testi sono ok alla prima stesura, allora due sono le cose: o siete dei geni della scrittura o siete blogger alle prime armi.

La prima stesura di solito fa veramente schifo. Ecco perché la revisione è necessaria. Anche se vi costerà alzarvi alle 5 del mattino prima di consegnare il testo, credetemi, ne varrà la pena. Sarete sicuri di aver consegnato un testo perlomeno decente.

Quali sono i miei modi di fare revisione?

Innanzitutto i miei amici. Fortunatamente nessuno dei miei amici fa questo lavoro. Quando parlo loro di blog pensano che io scriva il mio diario segreto e se chiedo loro cose di web marketing mi guardano come se fossi un alieno.

Perché allora faccio leggere il mio testo proprio a loro, ignoranti (nel senso che ignorano l’argomento)? Perché se loro capiscono un testo sull’inbound marketing o su qualsiasi altra tematica, io so di aver vinto un premio nobel.

In secondo luogo leggo ad alta voce. Quando leggo ad alta voce mi accorgo subito se c’è qualcosa che non va. Se un periodo è contorto, per esempio. E poi riesco a leggere tutto e non salto i paragrafi come quando leggo in silenzio.

D’altronde la revisione serve proprio a questo: a scoprire tutto quello che non va, come quelle parole che tanto mi piacciono ma che sono inutili e potrebbero essere sostituite con altre capaci di dare maggiore significato al discorso.

Durante la revisione mi capita di cambiare ampie parti del testo perché mi rendo conto che la logica e la chiarezza scarseggiano.

Ecco perché è importante: mi aiuta a capire se quello che ho scritto è comprensibile e coerente con gli obiettivi e i lettori.

Se avete poco tempo a disposizione, organizzatelo anche in base alla revisione: non ve ne pentirete. Parola di blogger!

Come, quando, perché aggiornare il proprio blog

L’aggiornamento del blog deve essere costante, esso rappresenta il nostro curriculum vitae “parlante”; ci consente di allenare la nostra penna e ci tiene sempre in contatto con i nostri follower.

Questa signore e signori è la più grande sfida per un blogger: trovare il tempo per aggiornare il proprio blog. Le idee sono tante, ti frullano nel cervello quotidianamente, ma trovare il tempo per crearci un post per il proprio blog, diventa una vera e propria impresa.

Il fatto è che il mestiere di blogger per sua natura ti espone a continue sollecitazioni mentali, ispirazioni. Leggi un libro e pensi: “Dopo scrivo un post su questo libro. E’ davvero interessante.”; segui un corso fantasmagorico in comunicazione e pensi che merita davvero una menzione nel tuo blog; scopri una startup che fa cose strabilianti e non vedi l’ora di intervistare questi ragazzi che all’età di vent’anni hanno partorito un business così geniale.

E mentre pensi a tutto questo il tempo passa inesorabile e tu sei lì a macinare articoli per clienti, perché è il tuo lavoro e ti pagano per quello. Però in un angolo remoto del tuo cervello, c’è sempre quella luce accesa che ti ricorda che il tuo blog è lì da mesi senza un post nuovo, che ha bisogno di una linea editoriale, di qualcosa che urli al mondo le tue abilità professionali.

Poi arriva il giorno in cui per curiosità ritorni sopra il tuo blog e scopri che tutto sommato non ci sono articoli malvagi. Che forse una coerenza ce l’hanno le cose che ci hai buttato dentro. Il fatto è che al tuo blog sei legato da un sentimento. Grazie ad esso ogni tanto ti sei guadagnato qualche feedback positivo che ti ha cambiato la giornata e ti ha dato la certezza che in fondo qualcosa la sai pur fare.

Però non ce la fai a vederlo proprio come un lavoro. Sai che dovrebbe essere aggiornato periodicamente, sei consapevole che hai iniziato una categoria all’interno di esso che poi andava sviluppata. Sai tutto questo. Ma ti concedi il lusso di lasciarlo andare così come è, così come il tuo momento dice che dovrebbe essere. Lo lasci e lo riprendi, ma non ne puoi fare a meno. Perché è ciò che ti ricorda quanto sia importante per te l’atto della scrittura. Quella cosa che partendo dalla mente e passando per le dita delle tue mani, che vorticose digitano sui tasti, è capace di mettere in ordine pensieri sparsi in un post che ha senso.

Perché è importante per un blogger studiare e informarsi anche in periodi di magra

Succede che dopo un periodo in cui tutti ti vogliono, ti tirano di qua, ti tirano di là, tonnellate di email che ti ricordano che la scadenza incombe, poi improvvisamente il nulla.

Controlli l’email più volte al giorno e non scorgi nulla all’orizzonte. La quiete dopo la tempesta, quella che quando lavoravi da matti, ti eri ripromessa, di affrontare non con scoramento, ma in giro per la città a fare shopping, a rilassarti sul divano, a vedere finalmente una serie tv.

E invece come in preda ad una crisi sentimentale, sei lì che guardi il monitor e ti disperi perché non c’è una fottutissima email importante che troneggia tra le notifiche. Solo spam e pubblicità.

E’ proprio in questi momenti che si misura la vera forza di un blogger. Quando tutto sembra favorire la disperazione, tu invece di abbatterti, fai una cosa che gli altri non  fanno. Studi. Ti prepari. Scrivi.

Studiare aiuta a trovare fonti di ispirazione, idee nuove da proporre, progetti nuovi in cui cimentarti.

La preparazione è tutto. C’è un corso che avresti voluto fare da sempre, ma per mancanza di tempo non hai mai potuto seguire, ora è il momento giusto per farlo. C’è un webinar su una delle tematiche che ti appassionano di più? Non esitare a vederlo. C’è un evento dal vivo? Ecco quella un’occasione da non perdere per fare public relation ed aumentare il tuo network. Hai sempre pensato che il tuo profilo linkedin avesse bisogno di una spolverata? Datti da fare ora, prima che ritorni il periodo di piena e non avrai più il tempo di fare nulla.

Come i grandi atleti,  anche i blogger hanno bisogno di allenarsi in previsione della prossima gara. 

Perché è necessario il conteggio delle parole di un post

Le parole sono importanti e per noi blogger anche dal punto di vista numerico. Il conteggio delle parole è una cosa che, anche se ci pesa, dobbiamo tenere in grande considerazione. In quest’articolo vi spiegherò il perché.

Questo è un argomento che scotta signori. Nessun blogger ve lo confesserà mai, ma quando ci viene chiesto durante un colloquio di lavoro: “Da quante parole deve essere composto un testo?” Tutti dentro di noi, incominciamo ad avere dei moti intestinali non indifferenti. Ok, lo so, per mantenere una reputazione professionale, non dovrei dirle certe cose. Ma alla fine credo che sia un po’ la verità di tutti i blogger. Noi con i conteggi delle parole non ci vogliamo avere a che fare. Mica siamo ragionieri? Siamo quelli dotati di estro creativo, quelli che partoriscono testi originali, preziosi, pieni di valore. E ad onor del vero, da quando hanno messo in mezzo questa seo, ci hanno un po’ rotto le uova nel paniere.  Poi da lì si è iniziato a parlare anche di seo copywriting e così tutti noi, grandi , umili penne, al servizio della creatività letteraria, siamo dovuti scendere a compromessi. Abbiamo dovuto iniziare ad introdurre nei nostri testi, i conti, perché altrimenti sto fottutissimo motore di ricerca, avrebbe fottuto noi e la nostra professione.

Fortunatamente non ho il terrore della lunghezza del testo, perché di mio sono abituata a scrivere polpettoni, testi abbastanza corposi, per cui raramente vengo richiamata all’appello sul conteggio delle parole.

Stesso discorso per le parole chiave. Il mio testo non è ragionato sulle parole chiave. Mi spiego meglio. La parola chiave per me è la tematica che affronterò all’interno del post. Quindi, sapendo bene ciò di cui sto parlando, sicuramente citerò la parola magica più di una volta. Per cui non è che mi metto a verificare le keywords all’interno del testo.

Un piccolo bagliore di luce si è intravisto quando è stato ufficialmente dichiarato che il motore di ricerca prediligeva testi significativi. In quel momento, sono onesta, tra me e me, ho pensato, forse la finiamo di  contare? E invece no. Ci vuole quello e quello. grrrrr

Riprendendo la domanda iniziale: “Ma tu le conti le parole?” Volete la risposta pubblica o “segreta? :-))))

Come creare contenuti unici tenendo conto del contesto dei propri lettori

La soluzione per creare contenuti unici quando l’argomento è stato già trattato innumerevoli volte, è quella di rapportare il contenuto al contesto dei propri lettori, in questo modo esso acquista grande valore ai loro occhi.

Ciò che è tecnico è inconfutabile. Sta lì così com’è e tu non puoi cambiarlo.  Prendiamo ad esempio le features di un app: sono quelle, c è poco da fare , da inventarsi cose originali, diverse da quanto hanno già scritto i tuoi esimi colleghi blogger. Oppure pensiamo a tematiche legislative o alle tecniche di marketing: difficile essere originali quando già tutti gli altri hanno parlato e straparlato di quell’argomento.

E allora cosa puoi fare per creare contenuti originali? Signore e signori ecco la seconda più grande sfida per un blogger, quella di cui vi parlerò in questo post, dando la mia umile soluzione.

In che modo un blogger può rendere originale un argomento “tecnico” di cui hanno già parlato tutti? Nel corso degli anni ho trovato la mia risposta a questo quesito e si chiama contesto. Quando contestualizzi un argomento tecnico, lo rapporti al mondo reale, a quella che è l’esperienza dei tuoi lettori, alle problematiche che potranno incontrare, alle possibili soluzioni che quella determinata app, quella legge, quella tecnica di marketing può fornire loro, il valore del testo sale enormemente.

Quando si parla del contesto all’interno del quale applicare quel determinato “argomento” la percezione da parte del lettore cambia radicalmente: si rende conto che quel testo è stato cucito su misura per lui, sul suo lavoro, sulle sue esigenze e per lui acquista un grande valore.

Quando ho iniziato a scrivere di inbound marketing, mi sono sempre chiesta in che modo potesse essere utile alla scuola di cake design che frequento o alla palestra, o al parrucchiere. Mi sono messa nei panni dei proprietari di quei business, Marta, Francesco, Nick e ho pensato a loro mentre scrivevo.

Cosa può interessare al pubblico di Marta che ha aperto da poco una scuola di cake design? Quale contenuto può essere d’aiuto ai lettori del suo blog ed invogliarli a frequentare il corso? Ci sono delle categorie di clienti che vorrebbero frequentare il corso ma non possono perché sono mamme a tempo pieno con bimbi piccoli? E allora per queste “personas” cosa può fare Marta? Può forse offrire loro inizialmente dei video tutorial gratuiti? Per poi spingere all’acquisto del corso online?

Chi mi segue sa che sono un’appassionata del mondo della comunicazione, da un po’ studio anche lo storytelling. E mi è capitato di recente di dover coniugare quest’argomento con il mondo dell’immobiliare.

Avete letto  di recente qualche annuncio immobiliare? Sono tutti uguali, sterili. Le persone che acquistano una casa, sognano una nuova vita, quella che potranno realizzare proprio grazie ad una nuova casa. E allora perché nelle descrizioni degli immobili continuiamo ad infrangere questi sogni con un linguaggio sterile?

Il contesto è tutto, rende facile spiegare le cose, anche le più difficili. Quando applichiamo una tecnica di marketing, una legge, un’ app, a business reali, piccoli o grandi che siano, è proprio in quel momento che essi acquistano valore.

Onestamente non ne posso più di leggere post pieni zeppi di statistiche, grandi previsioni del futuro, che riportano come esempio Amazon, Nike, Coca-cola. Voglio leggere di Pino che ha aperto da poco una caffetteria, di Angela e Marta che hanno un’agenzia di viaggi.

Il contesto è, secondo me, la soluzione, quella che consente ad un blogger di partorire, testi originali che sanno di verità e realtà.