Siamo tutti pesci che si arrampicano sugli alberi. Ma non per questo siamo stupidi

Ognuno è un genio. Ma se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, vivrà tutta la sua vita credendo di essere stupido.” (Albert Einstein -così dicono)

Questa è una delle citazioni più gettonate del momento.

Riflettendoci un po’ sono giunta alla conclusione che, nella società attuale, siamo tutti pesci che si arrampicano sugli alberi. Perché le cose che non coincidono con il genio che c’è in noi sono molte di più rispetto a quelle che invece ci farebbero brillare come stelle.

E nessuno di noi si tira indietro. C’è chi lo fa per la pagnotta, c’è chi lo fa perché gli piacciono le sfide, c’è chi lo fa per senso di responsabilità e dovere.

Quindi, alla luce di quanto detto, tutti siamo pesci che si arrampicano sugli alberi. Ma non dovremmo per questo sentirci stupidi quando il nostro lavoro viene giudicato in proporzione a quello di qualcun altro, il quale in quelle determinate mansioni ha potuto esplicare tutto il genio che ha in sé.

Questo è secondo me un problema serio per un lavoratore. Diciamoci la verità, passiamo più tempo nei nostri uffici che nelle nostre case. Chi siamo e quanto valiamo lo stabilisce il nostro luogo di lavoro.

Sbagliato o giusto che sia dobbiamo lottare per trovare il nostro posto, la nostra dimensione, o quanto meno, per non perderci e restare fedeli alla nostra identità e al nostro genio.

Come possiamo fare?

  1. Rimaniamo centrati sulla nostra persona: dobbiamo essere sempre consapevoli di ciò che siamo, del nostro genio, delle nostre peculiarità. Non dimentichiamolo mai. Perché solo in questo modo riusciamo a trovare uno spazio all’interno del quale ci siamo solo noi e all’interno del quale le metriche di valutazione esterne non hanno accesso e potere.
  1. Non siamo supereroi, siamo lavoratori: possiamo fare del nostro meglio, ma se, nonostante questo, non riusciamo ad eccellere non possiamo farcene una colpa. Questo vale soprattutto per quelli che accettano ruoli e mansioni come sfida per superare sé stessi. Affinché non diventi una pratica frustrante, occorre capire che a volte possiamo anche deporre le mani e accettare il dato di fatto di non non poter risultare vincenti in tutto.
  1. Non ci auto-giustifichiamo: bisogna provare mille volte e non riuscire per arrivare alla resa finale. Non nascondiamoci dietro un dito con frasi del tipo “Non lo so fare”, “non è nelle mie corde”, “ho altre abilità”. Essere consapevoli è un conto, stare fermi e non provare è un altro.
  1. Armiamoci di hobby e passioni: coltiviamo sempre il nostro genio, prima o poi, incontreremo qualcuno che ne ha bisogno. Questo serve a non sprecare il nostro tempo a rincorrere geni altrui e a salvaguardare il nostro.

Questi sono i mantra che seguo per preservare il genio che c’è in me. I tuoi quali sono?

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